Cibo delle streghe o delizia dei sovrani? I tartufi dal Medioevo all’Età dei Lumi
Presentazione del libro “Il Piemonte dei tartufi” di Giovanni Bernardo Vigo (Araba Fenice)
A cura di
In collaborazione con Araba Fenice
Interviene Antonio Degiacomi
Quali sono le aree geografiche e i terreni adatti alla crescita dei tartufi? Come si addestra un cane
per la cerca? E che dire della cerca con i maiali? Quando e come si va per tartufi? Come si formano e crescono i tartufi? Quali diversi tipi ci sono? (e come si devono ben distinguere dalle pur utili patate) Quali forme e dimensioni possono avere? Quando la terra cominciò a donarli agli uomini? Quale uso se ne fa nella cucina, come li si pulisce e come si presentano sulla tavola usando il tagliatartufi? Come li si può conservare?
Giovanni Bernardo Vigo nella sua opera di 250 anni fa (Torino, Tipografia Regia, 1776) nel
Piemonte della seconda metà del Settecento, risponde in modo accurato con le conoscenze
dell’epoca alle domande che ci poniamo ancora oggi. Già un recensore contemporaneo si rammaricava che il libretto fosse stato scritto in versi e non in prosa, forma più adatta ad un’ ampia diffusione. Riproponiamo la sua opera tradotta in prosa italiana contemporanea accompagnata da brevi ma preziosi commenti di specialisti (…)
Un modo originale e suggestivo per evidenziare la continuità di una tradizione ma anche lo
sviluppo (e i limiti) delle conoscenze in materia di tartufi.
Antonio Degiacomi (Alba, 1948). Laureato in lettere moderne, attualmente Presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo che con L’Associazione Nazionale Città del Tartufo sta lavorando alla domanda di candidatura Unesco ‘Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ nel patrimonio immateriale dell’umanità. È stato Vice Presidente della Fondazione CRC (2011-2016), Presidente Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba (2010-2015), Assessore della Provincia di Cuneo (1999-2004) Assessore ( 2009 – 20 1 1 ) e Consigliere (2005 – 2009 ) del Comune di Alba .
Giovanni Bernardo Vigo (Corio Canavese 1719 – Torino 1805), a 23 anni professore di retorica a Mondovì, chiamato alla cattedra di eloquenza italiana e greca e successivamente latina presso l’Università di Torino, membro dell’Accademia delle Scienze, pubblica con la Tipografia Regia di Torino una versione latina di 997 esametri e una italiana di 1615 endecasillabi di un poemetto didascalico: Tubera terrae carmen / I tartufi. Il modello sono le Georgiche di Virgilio, lo spirito è quello illuministico di diffondere la conoscenza ma anche quello di abbellirla con i versi e l’obiettivo è quello di celebrare il Piemonte e la dinastia dei Savoia.
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